Consiglio Comunale del 30.06.2011

Dichiarazione di Voto

Il Gruppo Consiliare “Democrazia è Libertà” preannuncia il voto contrario all’approvazione del bilancio per le seguenti motivazioni:

Questo gruppo, con nota prot. n. 1319 del 25.05.2011, ha richiesto al Sindaco e al Responsabile dell’Area Finanziaria di conoscere gli importi riscossi e ancora da riscuotere, relativamente ai ruoli castagnali per gli anni dal 2006 ad oggi. Né il Sindaco, né il Responsabile dell’ufficio hanno ritenuto opportuno fornirci i dati richiesti.

Di conseguenza, questo gruppo, nel cui intendimento vi era la formulazione di un emendamento al bilancio che portasse ad un diverso sistema di gestione della tassa che, tenendo conto delle avverse congiunture economiche e delle produzioni castanicole ormai compromesse dalla infestazione del cinipide, potesse risolversi in un minore prelievo economico, contribuendo ad alleviare le già compromesse capacità reddituali dei nostri concittadini, è stato obbligato a desistere dalla proposta, essendo venuta meno la possibilità da valutare l’incidenza dell’entrata odierna e pregressa della tassa e di valutarla in funzione del pareggio di bilancio.

Di pari tenore era la richiesta prot. n. 1063 del 28.04.2011 con cui, sempre questo gruppo, ha richiesto al Sindaco e al Responsabile dell’Area Finanziaria di conoscere gli importi riscossi e ancora da riscuotere, le superficie imponibili e le superficie accertate con incroci catastali, relativamente alla tassa sui rifiuti solidi urbani. Neanche in questo caso i destinatari della richiesta hanno voluto ottemperare all’istanza, immotivatamente.

E’, ormai, a tutti voi nota la proposta ampiamente pubblicizzata relativa alla possibilità di contenere l’aumento della TARSU al 38%, scongiurando l’attuale salasso del 95% predisposto dalla Giunta Comunale, ottenuto da una superficiale stima dei costi del servizio se si tiene conto della previsione di spesa di 10.000 euro ogni anno per la raccolta degli ingombranti, come se Stio rinnovasse ogni anno divani, frigoriferi, televisori, ecc., nonché di un costo di spazzamento non derivato da un attento e oculato piano finanziario, ma da una stima stabilita, addirittura, con una delibera di C.C. n. 40 del 28.02.1997, allorquando il servizio era espletato in proprio, valutato con un’incidenza del 15% sul costo complessivo del servizio. In pratica, una cosa allucinante.

Oltre a non aver voluto tener conto della nostra proposta, che la maggioranza ha più volte letta e riletta, non si è voluto dare l’opportunità a questo di gruppo di rivedere ancora al ribasso la propria proposta di contenimento della spesa, avendo noi ragionevoli dubbi sulla correttezza e sulla entità delle somme incassate, non incassate e sulle reali superfici assoggettabili alla tassa sui rifiuti. Anche in questo caso, la possibilità di emendare il bilancio ci è stata deliberatamente preclusa a scapito dei cittadini a cui rimarrà, purtroppo, la tassa sui rifiuti al 95% di aumento.

Ed ancora, nel mese di aprile 2011, è stata adottata una deliberazione di Giunta ad oggetto: “Manifestazione contrarietà del Comune alle disposizioni di cui al comma 36, art. 1, della Legge Regionale n. 4 del 15 marzo 2011: Disposizioni per la formazione del Bilancio annuale 2011 e pluriennale 2011-2013 della Regione Campania (Legge Finanziaria Regionale 2011)”.

Ricordando che il comma citato prevede: In deroga ai termini previsti dalla normativa regionale di riferimento, tutti i contributi pluriennali per l’ammortamento di mutui per il finanziamento di opere pubbliche concessi in favore degli enti locali, ai sensi delle leggi regionali 31 ottobre 1978, n. 51 (Normativa regionale per la programmazione, il finanziamento e la esecuzione di lavori pubblici e di opere di pubblico interesse, snellimento delle procedure amministrative, deleghe e attribuzioni agli Enti locali), 12 dicembre 1979, n. 42 (Interventi regionali per la costruzione, l’ampliamento, il miglioramento, il completamento e l’acquisto di impianti e attrezzature sportive per la promozione e la diffusione della pratica sportiva), 6 maggio 1985, n. 50 (Contributo della Regione per opere di edilizia scolastica) e 27 febbraio 2007, n. 3 (Disciplina dei lavori pubblici, dei servizi e delle forniture in Campania), decadono se al 31 dicembre 2010 gli enti destinatari del finanziamento non hanno contratto il relativo mutuo”, ci piacerebbe conoscere:

·         l’entità del contributo regionale di cui non si può più disporre perché decaduto;

·         le opere pubbliche che non possono essere più realizzate perché il contributo è decaduto;

·         le motivazioni per cui non si è provveduto ad accendere i mutui nei tempi previsti atteso che i progetti potevano approvarsi dal mese di maggio 2009;

·         Quale impedimento ha comportato lo slittamento dei mutui oltre il 31.12.2010, ovvero, perché si è rimasti inoperativi per ben diciannove mesi dalla concessione del contributo.

Il Sindaco dia spiegazioni al consesso atteso che da soli non riusciamo a trovarne, soprattutto in vigenza di un atto che esprime contrarietà alla norma regionale e, quindi, volontà dell’Ente di contrarre, prima o poi, i mutui.

E’, forse, verosimile che il poi sia stato troppo lungo?

 

Il Comune di Stio partecipa, nella misura del 15%, ad una società per azioni a capitale pubblico per la gestione della farmacia comunale.

Nel bilancio di previsione 2011, come in quello del 2010, non vi è traccia della partecipazione societaria. Non sono stati riportati gli obblighi nascenti da questa importante attività e non è dato modo di conoscere le entrate e le spese da essa derivanti con la conseguente, palese inattendibilità delle previsioni di bilancio.

 

Più in generale, la struttura del bilancio non consente di pianificare un organico sviluppo economico e sociale del Comune, aggravato nella sua consistenza da una notevole riduzione delle spese correnti rispetto all’esercizio precedente.

 

E per finire:

l’ultimo giorno utile, fissato dalla norma, ci apprestiamo a votare il Bilancio di previsione 2011, strumento indispensabile per la gestione dei servizi. Difficile rimane comprendere come sia stato possibile amministrare l’Ente in dodicesimi per un periodo così lungo.

Ma ancora più difficile da comprendere rimane la constatazione che, ad oggi, non vi è traccia del rendiconto di gestione 2010, ovvero dello strumento che dimostri e informi su:

·         i risultati finali della gestione autorizzatoria contenuta nel bilancio annuale rispetto alle previsioni;

·         gli accertamenti e gli impegni del conto del bilancio, le insussistenze e sopravvenienze derivanti dalla gestione dei residui e gli elementi economici non rilevati nel conto del bilancio;

·         i risultati della gestione patrimoniale e la consistenza del patrimonio al termine dell'esercizio.

 

L’art. 227 del D. Lgs. 267/2000 prescrive: Il rendiconto è deliberato dall'organo consiliare dell'ente entro il 30 aprile dell'anno successivo, tenuto motivatamente conto della relazione dell'organo di revisione.”

 

L’art. 161 del D.Lgs. 267/2000 prescrive che “La mancata presentazione di un certificato del rendiconto comporta la sospensione dell'ultima rata del contributo ordinario dell'anno nel quale avviene l'inadempienza.”

 

L’art. 243 del D. Lgs. 267/200, infine, prescrive: “Sono soggetti, in via provvisoria, ai controlli centrali da parte della Commissione per la finanza e gli organici degli enti locali:

a) gli enti locali che non presentano il certificato del rendiconto con l'annessa tabella di cui al comma 1 dell'articolo 242, sino all'avvenuta presentazione della stessa;

b) gli enti locali per i quali non sia intervenuta nei termini di legge la deliberazione del rendiconto della gestione, sino all'adempimento.”

 

In pratica, la norma parifica gli enti che non hanno presentato la certificazione del rendiconto agli enti strutturalmente deficitari di cui all’art. 243, comma 2, del D. lgs. 267/2000.

Di conseguenza, gli enti locali strutturalmente deficitari e gli enti che non hanno presentato la certificazione del rendiconto sono soggetti al controllo centrale da parte della Commissione per la finanza e gli organici degli enti locali:

·         sulle dotazioni organiche e sulle assunzioni di personale.

·         sulla copertura del costo di alcuni servizi.

 

Questa è la drammatica situazione in cui versa il Comune di Stio della quale non vogliamo sentirci complici e corresponsabili per cui, ritenendo fondamentali le motivazioni addotte, il gruppo di minoranza “Democrazia è Libertà” esprime voto contrario al bilancio di previsione 2011 e fa rilevare che, ad oggi, il rendiconto di gestione 2010 non è stato ancora adottato e approvato.

 

Il Gruppo Democrazia è Libertà

Antonio Santangelo

 

Natalino Barbato

 

Armando Carlone