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La
Crisi Finanziaria Definizioni Mutui
Subprime Subprime (Subprime
lending), B-Paper,
near-prime o second
chance sono termini della lingua inglese che indicano quei prestiti
che, nel contesto finanziario statunitense, vengono concessi ad un soggetto
che non può accedere ai tassi di interesse di mercato, in quanto ha avuto
problemi pregressi nella sua storia di debitore. I prestiti subprime sono rischiosi sia per i creditori sia
per i debitori, vista la pericolosa combinazione di alti tassi di interesse,
cattiva storia creditizia del debitore e situazioni finanziarie poco chiare o
difficilmente documentabili, associate a coloro che hanno accesso a questo
tipo di credito. Il termine, in particolare il prefisso "sub-", fa
riferimento alle condizioni inferiori a quelle ottimali del prime loan, considerando il maggior grado di rischio, del
rapporto di obbligazione. La tipologia subprime
comprende un'ampia varietà di strumenti di credito, quali i mutui subprime, i prestiti d'auto subprime,
le carte di credito subprime. Un'attività subprime
si qualifica prevalentemente per lo stato della parte debitrice. Un mutuo subprime è, per definizione, un mutuo concesso ad
un soggetto che non poteva avere accesso ad un tasso più favorevole nel
mercato del credito. I debitori subprime
hanno tipicamente un basso punteggio di credito e storie creditizie fatte di
inadempienze, pignoramenti fallimenti e ritardi. Poiché i debitori subprime vengono considerati ad alto rischio di
insolvenza, i prestiti subprime hanno tipicamente
condizioni meno favorevoli delle altre tipologie di credito. Queste
condizioni includono tassi di interesse, parcelle e premi più elevati. Obbligazione In finanza con il termine obbligazione
(in lingua inglese bond) si indica un titolo di debito emesso
da società o enti pubblici che attribuisce al suo possessore il diritto al
rimborso del capitale prestato all'emittente alla scadenza più un interesse
su tale somma. Scopo di un'emissione obbligazionaria
(o prestito obbligazionario) è il reperimento di liquidità da parte
dell'emittente. Di solito il rimborso del capitale al
possessore del titolo di debito da parte dell'emittente avviene alla scadenza
al valore nominale e in un'unica soluzione, mentre gli interessi sono
liquidati periodicamente (trimestralmente, semestralmente o annualmente).
L'interesse corrisposto periodicamente è detto cedola perché in
passato per riscuoterlo si doveva staccare il tagliando numerato unito al
certificato che rappresentava l'obbligazione. Se l'emittente non paga una cedola (così
come se è insolvente nei confronti delle banche o di creditori commerciali),
un singolo obbligazionista può presentare istanza di fallimento. (Fonte:
Wikipedia) Cause della
crisi finanziaria I
tassi d’interesse bassi e costanti degli anni precedenti al 2007 hanno
incentivato le famiglie e i detentori di ricchezza ad investire nel settore
immobiliare con una forte crescita dei prezzi delle case. Negli Stati Uniti
la situazione favorevole e la forte domanda hanno indotto gli operatori
finanziari a concedere mutui crescenti per l’acquisto di immobili e ad
allargare il credito sotto forme diverse anche a famiglie e soggetti poco
affidabili in termini finanziari. I tassi d’interesse praticati erano più
elevati rispetto alla clientela ordinaria ma i requisiti di reddito per
accedere erano del tutto insufficienti. Gli stessi
intermediari, d’altronde, per proteggersi dal rischio che i mutui subprime comportavano, li rivendevano immediatamente
sotto forma di titoli (cartolarizzazione), resi molto appetibili per i
risparmiatori da tassi di interesse particolarmente elevati. I titoli cartolarizzati furono esportati dagli Stati Uniti e
acquistati anche dalle banche europee (ndr). In
questo modo, i mutui a rischio, una volta rimborsati, avrebbero prodotto un
guadagno sia per l’intermediario finanziario (la banca), che si era liberato
dei rischi, che per il risparmiatore. Il
problema è che questo meccanismo sostanzialmente deresponsabilizzava la banca
che concedeva il mutuo dal rischio di insolvenza, mentre incentivava la
tendenza a trovare sempre nuovi clienti dei mutui, andando sempre meno per il
sottile. Il risparmiatore, che acquistava il titolo, non aveva certo il polso
della situazione; spesso per l’opacità dei titoli trattati; frequentemente
non era neppure al corrente di avere a che fare con un’operazione di
finanziamento dei mutui. Infatti
era invalso l’uso di impacchettare i
titoli assieme ad altri più innocui, facendo quelli che sono stati chiamati
“salsicciotti” di titoli. I finanziamenti subprime
davano luogo a catene di titoli che venivano rivenduti e rimpacchettati con
altri titoli di natura completamente diversa. Le
banche Usa hanno collocato sui mercati con strumenti complessi e poco
trasparenti una cifra enorme che si avvicina a 1300 miliardi di prestiti. Lo stesso risparmiatore, desideroso di
elevati guadagni era fuorviato da una valutazione molto generosa
sull’affidabilità dei titoli da parte di agenzie di rating che, in palese
conflitto di interesse, avevano assistito le banche cartolarizzanti
nel costruire i pacchetti dei titoli. Il sistema con tanti “salsicciotti
avvelenati”, aveva un problema di inquinamento senza controlli efficaci. L’affidamento
alle agenzie di rating (Moody’s, Standard & Poor’s e Fitch) per il giudizio
di solidità era mal riposto; sono abbondate le triple A, ad indicare
un’ottima affidabilità dei titoli, per prodotti che ex post hanno dimostrato
a dir poco di non meritarlo. La reputazione delle agenzie di rating è
probabilmente la vittima maggiore della crisi; oggi vi è un problema di
misura dell’affidabilità. Nel
caso in cui i debitori per qualche ragione non fossero stati più in grado di
pagare le rate dei mutui, le perdite
si sarebbero scaricate non sulla banca erogatrice del mutuo né su quella che
aveva cartolarizzato i titoli, ma sui, tanti e
sconosciuti, detentori finali dei titoli. (Fonte:
http://prestiti-finanziamenti-mutui.blogspot.com/2010/10/origini-e-cause-dellattuale-crisi.html) Con
questo meccanismo, le banche fallite negli USA nell’anno 2011 sono pari a 90.
Il 2010 aveva chiuso raggiungendo quota 157 superando la quota del 2009. La Federal Deposit Insurance Corporation ha verificato
che i fallimenti negli anni precedenti, erano stati 140 nel 2009, 25 nel
2008, solo 3 nel 2007. Fra fallimenti e fusioni, il numero degli istituti
di credito statunitensi potrebbe ridursi a 5.000 nel prossimo decennio dalle
attuali 7.932 unità. Il
maggiore colpevole di questi imbrogli è la banca Lehman
Brothers, la quale ha accumulato un debito pari a
circa 613 miliardi di dollari. Lehman Brothers è inoltre debitrice di qualche cosa come oltre
157 miliardi di dollari nei confronti di una decina di creditori non
privilegiati e nei riguardi degli obbligazionisti. Il 16 aprile 2010, invece, la banca Goldman Sachs è stata incriminata per
frode dalla SEC, l'ente governativo statunitense preposto alla vigilanza
della borsa valori. Al centro dello scandalo vi sarebbe il titolo Abacus 2007-AC1, un complesso sistema, attraverso il
quale la banca d'affari avrebbe di fatto truffato i propri clienti, tra i
quali figurano anche grandi istituzioni finanziarie internazionali.
L'apertura di questo procedimento giudiziario ha spinto al ribasso molti
titoli bancari nelle borse europee e statunitensi. Dal 2005, il prof. Mario Monti, il nostro
Presidente del Consiglio, è international
advisor (consulente internazionale) per Goldman
Sachs e precisamente membro del Research Advisory Council del Goldman
Sachs Global Market Institute, presieduto dalla
economista statunitense Abbi Joseph Cohen. Il dott. Mario Draghi, l’attuale
Governatore della BCE, ne è stato il vice presidente. Il prof. Monti, nel 1994 è stato anche
commissario europeo con deleghe a Mercato Interno, Servizi Finanziari e
Integrazione Finanziaria, Fiscalità ed Unione Doganale. Nel 1999 il prof. Monti è stato confermato
commissario europeo dal governo D'Alema I e riceve la delega alla
Concorrenza. Sotto la sua guida la Commissione Europea approfondisce il ruolo
di controllo della concorrenza,
inaugurando il procedimento contro la Microsoft (tuttora in corso) e
bloccando nel 2001 la proposta di fusione tra General
Electric e Honeywell,
considerata contraria alle normative antitrust. (Fonte: Wikipedia) Nulla si
apprende della sua attività svolta in Italia nei confronti della concorrenza
in tema di editoria, assicurazioni, ecc. Ora,
però, è diventato Presidente del Consiglio. Il
ruolo di protagonista delle banche si è, quindi, consolidato dopo che hanno
messo in difficoltà decime di Paesi e milioni di persone. Hanno
ricevuto miliardi di finanziamenti dagli Stati (utilizzando i soldi dei
contribuenti) per far fronte alle difficoltà finanziarie da loro stesse
create, mentre centinaia di imprese in sofferenza sono costrette a chiudere,
licenziando i propri dipendenti, padri e madri prive di speranze lavorative,
nei confronti dei quali i Governi sono assolutamente assenti. Ma
che c…o di Mondo è questo? 20.11.2011 A.
Carlone |