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IL DEBITO PUBBLICO ITALIANO Per debito pubblico
si intende il debito dello stato nei confronti di altri soggetti, individui,
imprese, banche o soggetti stranieri, che hanno sottoscritto obbligazioni
(come BOT e CCT) destinate a coprire il fabbisogno finanziario statale. La spesa per gli
interessi corrisposti ai detentori delle obbligazioni statali viene indicata
come servizio del debito. Il
deficit pubblico si calcola solitamente in percentuali rispetto al PIL, per indicare
quanta parte della ricchezza prodotta ogni anno sarebbe necessaria per
ripagare il debito. Il valore
del Debito Pubblico si riferisce al 31 dicembre di ciascun anno. (fonte: Wikipedia)
Il deficit o disavanzo
pubblico è l'ammontare della spesa pubblica non coperta dalle entrate,
ovverosia quella situazione economica in cui, in un dato periodo, le uscite
dello Stato superano le entrate. Il deficit è la
differenza tra spesa pubblica e le entrate (tasse)= 71 miliardi di euro
nell’anno 2010.
In presenza di un deficit
pubblico, ovvero nel caso in cui le spese superano le entrate pubbliche,
impone allo Stato di finanziarli attraverso la richiesta di prestiti. I prestiti sono in
maggioranza effettuati attraverso la vendita di titoli di credito (BOT, CCT,
BTP e altri tipi). Il valore complessivo dei
titoli dello Stato venduti nel corso degli anni costituisce il debito
pubblico che, nell’anno 2010, è giunto alla cifra di circa 1.843 miliardi di
euro. Poiché nell’anno 2010 la
spesa è stata coperta per il 91% dalle entrate, il rimanente 9% è stato
coperto dall’ulteriore richiesta di prestiti per l’importo di 71 miliardi di
euro (vendendo titoli di Stato). Fintanto che non si
realizza il pareggio tra spesa e entrata, lo Stato è costretto a chiedere
ogni anno prestiti, necessario per finanziare oltre che il debito anche il
deficit, aumentando continuamente il debito stesso. Attualmente, l’Italia,
per finanziare il deficit, deve vendere titoli di Stato con interessi
superiori al 6% (per mancanza di credibilità), mentre la Germania finanzia il
deficit pagando interessi sui titoli del 2%, con uno spread del 4% (400
punti). 05.11.2011 Armando |