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L'evasione fiscale Da stime condotte dall'Istat e
dall'Ufficio Studi dell'Agenzia delle Entrate, ottenute integrando dati
amministrativi sulle dichiarazioni Irap con dati statistici sulla contabilità
nazionale si apprende che l'evasione fiscale in Italia raggiunge, oggi, circa
il 18% del PIL, ovvero la considerevole cifra di 190 miliardi di euro. L’ammontare complessivo del
deficit nazionale (differenza tra spese ed entrate), nel corso dell’anno
2010, è stato di 71 miliardi di euro, tenuto conto che l’importo complessivo
delle entrate si è attestato a 210 miliardi di euro, mentre le spese
sostenute dallo Stato per sostenere i servizi, le pensioni, le università,
gli interessi sul debito, ecc., sono state pari a 281 miliardi di euro. Con il recupero dei 190
miliardi di euro di evasione fiscale si otterrebbe una immediata inversione
di tendenza. Le entrate dello Stato assumerebbero la dignitosa cifra di euro 400 miliardi di euro che, oltre a
finanziare la spesa complessiva di euro 281 miliardi, produrrebbe un attivo
mostruoso di euro 119 miliardi con cui poter finanziare le infrastrutture, le
scuole, i servizi erogati dallo stato e dagli enti locali e, perché no, anche
la diminuzione delle tasse con beneficio generalizzato per l’intera società. Per coprire il deficit non
servirebbero manovre economiche esasperate, perché il deficit non
esisterebbe. Nessuno parlerebbe di imposte patrimoniali, di innalzamento
dell’età pensionabile, di licenziamenti, di manovre lacrime e sangue. I nostri rappresentanti
politici, però, non affrontano questo problema che incide profondamente in
termini di giustezza ed equità sociale, perché sono loro stessi a gestire le
lobby economico-finanziarie il cui unico obiettivo è trarre il massimo
beneficio dal caos legislativo da loro stessi posto in essere. E pensare che per risolvere
tutto quanto basterebbe una piccola legge, con articolo unico, che prevedesse
la reclusione per gli evasori fiscali… 12.11.2011 A. Carlone |