La Germania alla conquista dell’Europa

 

Ventitre persone delegate dai popoli si sono riuniti nel cuore della notte per decidere il futuro dell’Europa. All’alba si concretizza il fallimento complessivo dell’accordo.

O meglio, la manovra di indebolimento degli Stati periferici dell’Europa organizzata dalla Merkel diventa sempre più efficace, ostacolata solo dalla Gran Bretagna, saggia nel comprendere che la Germania sta lavorando alla conquista dell’Europa, questa volta non con l’utilizzo di armi come ha già fatto nella prima e seconda guerra mondiale, ma con la finanza, i bond e schifezze varie.

 

Non a caso la Merkel sta guidando e imponendo le manovre di austerity prima alla Grecia e adesso all’Italia come antidoto alla crisi. Secondo questa teoria, pur sapendo che è inutile e inefficace, gli Stati membri devono imporre sacrifici per tutti, punizioni e rigore nei conti per risanare le economie nazionali senza che gli Stati in difficoltà possano usufruire degli Eurobond e dei prestiti della BCE.

 

Tutto questo consentirà alla Grecia, all’Italia, al Portogallo, all’Irlanda e alla Spagna di raggiungere più rapidamente il default completando la diabolica strategia di conquista tedesca:

1.      Affossare le economie dei Paesi deboli, portarli al collasso e alla miseria.

2.      Elargire prestiti notevoli ai Paesi in difficoltà con la conseguente colonializzazione dell’Europa.

 

Nemmeno Hitler avrebbe mai pensato una strategia così semplice ed efficace, tant’è che Hitler alla Merkel le fa un baffo.

9.12.2011

A. Carlone