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Brunetta e i Precari E’
insopportabile che un Ministro della Repubblica possa offendere non solo i
Precari, ma tutti i Cittadini italiani con simili menzogne e mistificazioni
oscene della realtà. Non
sono coscienti che, ormai, gli italiani li sopportano e attendono solo la
loro fine. =================================== Stiamo vivendo
i tempi più bui della Repubblica. La carenza di
lavoro, il lavoro precario, i salari e gli stipendi assolutamente inadeguati,
le piccole imprese agonizzanti, la crisi della scuola si contrappongono e
contrastano con i poteri forti, oggi rappresentati dai furbetti del
quartiere, dai governatori corrotti, dalle P3 e P4, ormai ossessionati solo
dal denaro, dall’arricchimento e dal potere. I governanti
sono sempre più impegnati in faccende personali, occupati a salvarsi dalle
patrie galere e a gioire delle loro ricchezze con la complicità di escort e
prostitute. Non è più
tollerabile vivere in un paese di disuguali. Non possiamo più permettere che
esista una classe dirigente che si arricchisca truffando lo Stato, impoverendo i cittadini più deboli
compromettendo le speranze di vita dignitosa per i nostri figli. Dobbiamo dire
basta agli speculatori della finanza che lucrano senza produrre, agli elusori
e agli evasori che sottraggono ricchezza al paese e, soprattutto, dobbiamo
dire basta a coloro i quali utilizzano la loro posizione politica per fini
personali. Dobbiamo dire
basta a coloro che sono infastiditi e irritati dai nostri problemi sfuggendo
con aggettivazioni offensive e denigratorie. I lavoratori
onesti e i precari non sono la peggiore Italia. Sono la perla dell’Italia
perché difendono la loro dignità e il futuro dei loro figli già compromesso
dall’ingordigia dei potenti. Creiamo
aspettative nuove per le nuove generazioni. Rifiutiamo le logiche di questo
potere e resuscitiamo di nuovo la solidarietà, il rispetto, l’etica e la
partecipazione. Facciamo
fischiare di nuovo il vento, appropriamoci della nostra esistenza e
costruiamo le fondamenta di un futuro diverso per i nostri figli. Armando Carlone |
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