Brunetta e i Precari

E’ insopportabile che un Ministro della Repubblica possa offendere non solo i Precari, ma tutti i Cittadini italiani con simili menzogne e mistificazioni oscene della realtà.

Non sono coscienti che, ormai, gli italiani li sopportano e attendono solo la loro fine.

 

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Stiamo vivendo i tempi più bui della Repubblica.

La carenza di lavoro, il lavoro precario, i salari e gli stipendi assolutamente inadeguati, le piccole imprese agonizzanti, la crisi della scuola si contrappongono e contrastano con i poteri forti, oggi rappresentati dai furbetti del quartiere, dai governatori corrotti, dalle P3 e P4, ormai ossessionati solo dal denaro, dall’arricchimento e dal potere.

 

I governanti sono sempre più impegnati in faccende personali, occupati a salvarsi dalle patrie galere e a gioire delle loro ricchezze con la complicità di escort e prostitute.

 

Non è più tollerabile vivere in un paese di disuguali. Non possiamo più permettere che esista una classe dirigente che si arricchisca truffando lo Stato,  impoverendo i cittadini più deboli compromettendo le speranze di vita dignitosa per i nostri figli.

 

Dobbiamo dire basta agli speculatori della finanza che lucrano senza produrre, agli elusori e agli evasori che sottraggono ricchezza al paese e, soprattutto, dobbiamo dire basta a coloro i quali utilizzano la loro posizione politica per fini personali.

 

Dobbiamo dire basta a coloro che sono infastiditi e irritati dai nostri problemi sfuggendo con aggettivazioni offensive e denigratorie.

 

I lavoratori onesti e i precari non sono la peggiore Italia. Sono la perla dell’Italia perché difendono la loro dignità e il futuro dei loro figli già compromesso dall’ingordigia dei potenti.

 

Creiamo aspettative nuove per le nuove generazioni. Rifiutiamo le logiche di questo potere e resuscitiamo di nuovo la solidarietà, il rispetto, l’etica e la partecipazione.

 

Facciamo fischiare di nuovo il vento, appropriamoci della nostra esistenza e costruiamo le fondamenta di un futuro diverso per i nostri figli.

Armando Carlone

 

 

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