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Chiesa di Serradifalco a) Cenni storici: La prima Chiesa Matrice che si ebbe a Serradifalco fu eretta sul Cozzo nel 1653 dal barone Leonardo Lo Faso nel contesto della fondazione del paese. A causa del deperimento della fabbrica, I lavori ebbero inizio nel 1740 sullo spiazzo, in parte giardino e in pane nudo ancora, che si estendeva a sinistra del Cozzo. La prospettiva fu orientata verso Nord, in senso opposto a quella della chiesa primitiva. S'interposero diversi rallentamenti durante lo
svolgimento dei lavori della fabbrica della Chiesa
Matrice Grande, come popolarmente s'intese distinguere la nuova Matrice. Ma, non più tardi del 1755, Originariamente gli altari furono cinque. Sull'altare maggiore fu posto S. Leonardo secondo il titolo della Chiesa e quale patrono del paese. Gli altari laterali, due per ogni parte della lunga navata, furono dedicati al SS. Crocifisso, a S. Pasquale Baylon, a Maria SS. della Concezione ed a S. Francesco di Paola, come si ritrova nei documenti dell'epoca. Due anni più tardi, il 7 settembre 1757,
monsignore il Vescovo Andrea Lucchesi Palli venne a Serradifalco in carrozza
per la strada del Cusatino, dopo aver visitato Sembrò delusa la gente della subita partenza del Vescovo, ma le giuste ragioni non potevano essere conosciute. Si trattava per la verità di contraria opinione
tra il Vescovo e il Duca su certi diritti della Chiesa. In breve: il duca don
Leonardo aveva chiesto al Vescovo di eleggere L'8 luglio del 1771 il
Vescovo don Antonino Lanza venne a Serradifalco per celebrare la sua prima Sacra Visita
Pastorale e fu ospitato nel palazzo del duca. Egli soggiornò una settimana
presso di noi ed ebbe modo e tempo insieme con il duca Francesco Leonardo di
riprendere l'antico discorso dell'Arcipretura. Ma non furono soltanto pareri,
si venne ad un ragionevole accordo, infatti il
Vescovo, tornato nella sua Sede Apostolica di Girgenti,
stese Nel 1791 la fabbrica fu definita nella sua struttura. Le solennità religiose ormai si celebravano nella nuova Matrice, ma l'interno disadorno era di una semplicità opprimente. Anche la prospettiva articolata in bombature proprie dello stile settecentesco abbisognava ancora di rifiniture architettoniche. Nel 1825 la ditta Ignazio Madonia si aggiudicò i lavori della prospettiva. Sotto l'arcipretura del rev. don Francesco Lio, il duca don Domenico Lo Faso provvide nel 1811 all'ornamento dell'interno della Matrice con stucchi armoniosi di stile roccocò e con quadri in basso-rilievo: gli Evangelisti disposti alle quattro vele che reggono la cupola; Tre quadri sulla botte del tetto che raccontano episodi biblici; altri quattro quadri, due per cantoria, rappresentano episodi della vita di S. Leonardo, il Buon Pastore e il Signore con il pane in mano, raffigurazione dell'Eucarestia. Nella cantoria di destra si custodisce la tomba del duca don Francesco Leonardo che ebbe il merito di ripristinare i buoni rapporti con il Vescovo di Girgenti e di ottenere l'istituzione dell'Arcipretura. Il secondo avvenimento solenne che coinvolse
tutta Bisogna premettere che il comune di Serradifalco, come gli altri della provincia di Caltanissetta, costituivano territorio della Diocesi di Girgenti e per questo la nostra Chiesa dipendeva da quel Vescovo. Soltanto nel 1844 il Papa Gregorio XVI, con
Bolla del 25 maggio, costituì Vescovo della nuova Diocesi fu nominato mons.
Antonio Maria Stromillo,
nativo di Gorga in provincia di Salerno. Il 5 maggio 1845 mons. Stromillo entrava trionfalmente a Caltanissetta. Il 9 novembre di quello stesso anno il primo Vescovo di Caltanissetta veniva a Serradifalco per celebrare la consacrazione solenne della Chiesa Matrice. Era Arciprete il rev. don Grazio Sferrazza, sindaco don Felice Cacciatore. b) Dal Diario del Cerimoniere Vescovile: Novembre 1845 7 - Ingresso solenne a Serradifalco del Vescovo Stromillo proveniente da San Cataldo. 8 - In mattinata S. Messa e catechesi ai fedeli. Nel pomeriggio esposizione delle Reliquie per la consacrazione dell'altare nella chieset-ta del Collegio di Maria. Canto del mattutino e, dopo, conclusione del digiuno in preparazione alla Dedicazione della Chiesa Madre di domani. 9 - La giornata inizia molto presto e alle 7,30 Vescovo e sacerdoti in sacri paramenti si recano alla Chiesa Madrice attorno alla quale già è presente una discreta folla di fedeli che a vista d'occhio va aumentando. Si chiude la porta della Chiesa dopo che un Diacono è entrato da solo dentro. Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo iniziamo la grande fatica della Dedicazione della Chiesa che solo verso le ore 12 si concluderà. - Sono ben soddisfatto che ogni cerimonia si è svolta con attenzione e che il Vescovo è riuscito a resistere ad un lavoro così lungo. Ed era ben compreso del suo compito mostrando una pietà e devozione straordinaria. Del resto è la prima Chiesa che consacra. - Primo canto delle Litanie dei santi e per 3 volte giro esterno della Chiesa aspergendone le pareti, ad ogni giro colloquio col Diacono che solo al testo " Sollevatevi porte ed entri il Rè della Gloria"apre la porta ed accoglie il Vescovo e il Clero, restando fuori gli altri. - Al centro della Chiesa nuovo canto della
Litania dei Santi e quindi scrittura sul pavimento
dell'alfabeto latino e di quello greco. Qui ci fu un poco di preoccupazione,
mentre con la cenere alcuni ragazzi tracciavano per tutto l'ambiente del pavimento una croce a X. Difatti la cenere non era
abbondante e si dovette stentare un poco. Poi il Vescovo col Bacolo Pastorale scrisse speditamente ad una ad una le lettere dell'alfabeto latino e, poi, con più
speditezza quelle dell'alfabeto greco. Questo mi meravigliò ma non troppo,
essendo il Vescovo pugliese e avendo una buona cultura greca e orientale.
Anche per questo compiva ben compreso questo rito che simboleggia
- Senza difficoltà si svolgono gli altri riti di aspersione, con l'acqua gregoriana, dell'altare e delle pareti interne. - Andiamo a rilevare le Reliquie. Usciamo dalla Chiesa e ci rechiamo a quella del Collegio di Maria. Si ordina la solenne processione: precede il Vescovo, quindi un Fercolo con le Reliquie e tutto il popolo segue. Non si entra subito in Madrice ma si fa processional-mente il giro delle mura esterne mentre suonano le campane e mentre due grossi tamburi suonati con forza danno colore al momento solenne ed anche disturbo alle orecchie. - La processione entra solennemente in Chiesa
seguita da tutto il popolo e con le preghiere, i canti, le cerimonie si continua la celebrazione. Dopo la riposizione
delle Reliquie nell'altare, si consacra quest'ultimo
con i sacri olei nelle 5 croci in esso scolpite e poi il Vescovo consacra le 12 croci nelle
pareti della Chiesa, facendo acrobazie per giungere con il pollice alla
croce, posta a discreta altezza, sollevandosi sopra una scaletta non troppo
ferma. Le unzioni vengono accompagnate da incensazione e il fumo dell'incenso si dispande dapertutto. In
conclusione, l'altare viene coperto dalle tovaglie e
ci si consulta fra preti e Vescovo se sia opportuno concludere la
celebrazione a questo punto come prevede la rubrica o, come la stessa rubrica
preferisce, celebrare - E poi in sacrestia il Vescovo smettendo i
paramenti sacri diceva che
Chiesa Madre di Serradifalco Antonio Maria
Stromillo † (1845-1858), fu il primo Vescovo della nuova Diocesi di
Caltanissetta. Superiore della casa dei Teatini di Lecce.
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